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Nome: melissa mambrini
Sono una sognatrice, un’ottimista e un’inguaribile romantica. Credo praticamente a tutto, dagli asini che volano a Babbo Natale! Adoro i libri perchè mi permettono di essere chiunque, di vivere in qualunque posto e in qualsiasi periodo storico. I miei preferiti sono quelli che parlano di viaggi, anche fantastici. Non saprei dire il mio libro preferito o lo scrittore... Sono onnivora! Leggo anche una massa di fumetti ma il mio preferito è senza dubbio Ken Parker, perchè “è come dovrebbe essere un uomo”. Adoro la musica perchè è adrenalina, è come il sangue che scorre nelle vene, è emozione e colonna sonora di ogni momento della vita. Mi piace andare al cinema, adoro i film di Tim Burton, semplicemente geniali! E mi piace tutto ciò che è fantascienza, Blade Runner è il mio film preferito in assoluto, ma anche la saga di Guerre Stellari e Dune. Mi piacciono i film un po’ surreali, alla Kusturica e le commedie d’amore (Harry ti presento Sally è il mio preferito!)... vediamo...
Mi piace stare con gli amici, mangiare, bere, ballare... sono fortunata, ho degli amici fantastici!!!
Mi piace viaggiare, ho una vera passione per l’europa e il sudamerica, ma data la mia paura per l’aereo per ora sto esplorando solo il primo dei due continenti, nella mia prossima vita chissà...
Forse la mia prossima vita è già iniziata... per ora sto a quota due voli transoceanici: Cile e N.Y. adesso veramente: Non mi ferma più nessuno!!!
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Into the wild – Nelle terre selvaggie
Ci sono film che restano piantati dentro di noi, come spine sul cuore, questo è uno di quelli. Stupenda la storia, stupendi i paesaggi, la musica, lui stesso, le citazioni… secondo me un capolavoro, secondo il Prof un capolavoro sulla stupidità umana, comunque è pur sempre un capolavoro, assolutamente da vedere.
“C'è una gioia nei boschi inesplorati, C'è un'estasi sulla spiaggia solitaria, C'è vita dove nessuno arriva vicino al mare profondo, e c'è musica nel suo boato. Io non amo l'uomo di meno, ma
“Non mi servono i soldi, rendono le persone prudenti. Parafrasando quello che dice Thoreau: non l'amore, non i soldi, non la fede, non la fama, non la giustizia, datemi la verità!” (C. J. McCandless)
“Due anni lui gira per il mondo: niente telefono, niente piscina, niente cani e gatti, niente sigarette. Libertà estrema, un estremista, un viaggiatore esteta che ha per casa la strada. Così ora, dopo due anni di cammino arriva l'ultima e più grande avventura. L'apogeo della battaglia per uccidere il falso essere interiore, suggella vittoriosamente la rivoluzione spirituale. Per non essere più avvelenato dalla civiltà lui fugge, cammina solo sulla terra per perdersi nella natura selvaggia.” (C. J. McCandless)
“La felicità è reale solo quando condivisa.” (C. J. McCandless)
Diario di Viaggio – Leoni Marini… Uccelli puzzolenti… Cordero Fueghino e tanta poesia…
Il titolo di quest’ultima parte di diario di viaggio è un po’ strano lo ammetto, ma è quello che ho trovato scritto nell’ultima pagina della mia Moleskine “patagonica” e ho deciso di riportarlo perché condensa perfettamente i nostri giorni a Ushuaia, e ho deciso anche di trascrivere fedelmente ciò che sia io che Adriano, il mio compagno di avventura, scrivemmo quel giorno, il giorno in cui salutammo Capo Horn e la fine del mondo….
Mela - Eccoci qua! Ushuaia finalmente, Terra del Fuoco, fin del mundo, come dicono qui. Il viaggio è finito, la meta raggiunta. E adesso? Adesso niente, siamo qua e ce la godiamo, oggi una lunga passeggiata lungo il Canale di Beagle e poi gita in catamarano fino al faro di Ushuaia e le isolette intorno, piene zeppe di leoni marini e varie specie di albatri, gabbiani e le rondini australi che, invece di essere nere sono bianche!! E stasera Cordero fueghino, agnello cotto in enormi spiedi a fuoco lentissimo, praticamente per tutto il giorno! Sono felice. Volevo tanto arrivare qui. Da una vita. Mentre la barca si allontanava dal faro di Ushuaia ho lanciato un bacio in mare, guardando lontano, verso Capo Horn, dietro le isolette di fronte al canale. Non ti ho ancora raggiunto, ma sono arrivata fino a qui, ho sentito il tuo odore, l’odore del vento gelato dell’Antartide, l’odore del mare, di quel mare di confine conteso tra Pacifico e Atlantico, di quel mare che sa di avventurieri e di nuove scoperte, di sogni e di grandi speranze. Sono qui, vicinissimo, ma il mio tempo è scaduto e le distanze qui sono enormi. Domani comincia l’odissea del rientro, 12 ore di pullman per Punta Arenas, poi aereo, 5 ore, per Santiago e ancora Parigi e poi Roma, finalmente a casa. Ma il Cile,
Adri – Beh, è arrivata la fine di un altro viaggio e quello che porterò dentro sarà soprattutto la voce della natura. Una voce che in questo luogo è fatta di tante. Fatta da quella del vento, che suona il suo lamento costante nelle orecchie ma che disegna sfondi bellissimi in cielo e risveglia dal torpore alternando acqua, sabbia e poi ancora acqua sui nostri visi. Fatta di quella dell’oceano, che somiglia molto a quella dei nostri mari ma che qui è una voce molto più sicura di sé e inasprita dall’antartide vicina. Fatta da quella dei cormorani e degli albatri ma anche dai loro voli silenziosi che accompagnano il viaggiatore come sentinelle sicure. Fatta soprattutto dalla voce del ghiaccio millenario, una voce crepitante e stridente, saggia e roca che ci ricorda di quanto la vita che ci circonda sia infinitamente più lunga della nostra. Tutto ciò si sente, è forte nelle nostre orecchie, così forte da far paura, così forte che non si capisce come la vita dell’uomo scorra invece così calma e tranquilla. Ma ad un ascolto più attento si comprende il vero messaggio, tranquillità, speranza… speranza che questa terra non sia la fine del mondo ma il suo inizio… (Fine)
la sconfinata pampa dell’isla grande de tierra del fuego e il Passo Garibaldi in cui siamo saliti sulle Ande per poi riscendere fino al Canal Beagle dove sorge Ushuaia, l’ultima città del mondo. Questo è il nostro ultimo “viaggio”, tutto il resto sarà “tempo che impiegheremo per tornare a Santiago del Cile”, ed è proprio il “viaggio”, questo nostro peregrinare verso sud, l’essenza stessa del viaggio, se mi passate il gioco di parole.
Quando leggevo dei racconti sulla Patagonia e sulla Terra del Fuoco immaginavo proprio questo, il finestrino di un pullman che attraversa la pampa, i gaucho (esistono davvero!!!) a cavallo con il cappello su un lato e il fazzoletto sulla bocca per ripararsi dal vento e dalla polvere, che radunano mandrie enormi, i guanaco e gli agnelli che pascolano liberi sugli altipiani, le ande innevate in lontananza, oscurate a tratti dal volo dei condor, l’oceano, anzi gli oceani, con la loro mutevolezza e le nuvole che si muovono veloci nel cielo... immaginavo tutto quello che ho visto, ed ho visto molto di più di quello che ho immaginato. Arriviamo ad Ushuaia alle 9 di sera, ad accoglierci c’è Miguel, un ragazzo di Buenos Aires che si occupa dell’ostello e i suoi due cani. Facciamo un giro veloce della cittadina e ci rendiamo subito conto che Ushuaia rispetto alle cittadine cilene è molto più turistica, ci sono pub, negozi e ristoranti con dei fantastici spiedi dove cuoce il famoso “cordero fueghino”. Tra le attrazioni che offre l’ultima città del mondo c’è la crociera a Capo Horn che purtroppo non potremo fare a causa del tempo, nel senso metereologico, e la mini-crociera sul canale di Beagle per vedere le colonie di leoni marini e il faro di Ushuaia, optiamo per questa seconda. (continua...) Dedicata alle persone a cui voglio bene...
Per tutti quei momenti in cui sembra che non splenda il sole e in cui vorrei essere lì ad abbracciarvi e non posso...
" Ho aspettato a lungo qualcosa che non c'è
invece di guardare il sole sorgere
e miracolasamente non ho smesso di sognare
e miracolasamente non riesco a non sperare
e se c'è un segreto è: fare tutto come se vedessi solo il sole"
Una parola al giorno: America
In America ci sono un sacco di soldi, in America ci è ricchissimi, le strade autostradali, i ponti, le macchine grande, la polizzia grande. Non manca mai l'acqua, le case grattacieli, i soldi.
("Io speriamo che me la cavo" - Temi dei bambini napoletani raccolti da Marcello D'Orta)